CGIL per ‘Lavoro, Fisco e Cittadinanza’

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Lo sciopero proclamato oggi dalla Cgil ci consegna tutta la gravità della situazione economica e sociale di questo paese. Una situazione che mal si concilia con le politiche fiscali ed economiche del governo nazionale, volontariamente incapaci a mettere in campo un azione di contrasto ad una situazione generale che desta sempre maggiore preoccupazione. Ho partecipato con convinzione assieme a migliaia di lavoratori stamane alla manifestazione indetta dal Sindacato, vi ho partecipato perché credo nella centralità della questione del lavoro, della lotta la precariato, dell’affermazione dei diritti nell’agenda politica di chiunque abbia responsabilità di governo centrali e territoriali. Non possiamo in alcun modo ritenere che certi tipi di battaglie, anche radicali, non abbiano una rilevante importanza nel nostro campo. Non possiamo lasciare sole aree di crisi, realtà drammaticamente abbandonate a se stesse dall’ignavia di chi governa.

Questa mattina aldilà della rilevanza simbolica che può assumere uno sciopero od una manifestazione immagino che si sia dato un segnale inequivocabile: dinanzi all’indifferenza con cui viene interpretata e gestita una delle più profonde crisi economiche e sociali in questo paese sia caduto, contrastiamo con assoluta forza l’unica risposta che viene ritenuta praticabile dalla destra, ossia il depauperamento dei diritti e delle tutele, un livellamento al ribasso dei salari e delle garanzie. Noi abbiamo un’altra idea di paese, di mezzogiorno, di Campania : intervenire a sostegno delle imprese e dei lavoratori, rilanciando sviluppo, producendo ricerca ed innovazione, come ha fatto la nostra regione in questi mesi in alcune delle vertenze più delicate che si sono affacciate in questo territorio. Da una parte sostenere,quindi, la riqualificazione e il rilancio industriale, dall’altro rendere intangibili l’occupazione e i salari. Questa è stata l’impegnativa azione di governo della Regione Campania anche e soprattutto in supplenza di interventi simili dei livelli centrali. Una Regione attenta al lavoro, come tema centrale dell’azione di governo è quella che noi immaginiamo. Non oso invece pensare una Regione guidata dagli stessi che a Roma stanno producendo, attraverso indifferenza ed atti contrari alla dignità dei lavoratori, un degrado socio – economico seriamente preoccupante. Per questo le prossime due settimane assumono un valore politico rilevante, fermare l’aggressività politica di questa destra e consentire che la Regione Campania prosegua in un azione di sostegno concreto alle aree di crisi ad ai suoi soggetti più deboli , ossia i lavoratori.

 

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Lo sciopero proclamato oggi dalla Cgil ci consegna tutta la gravità della situazione economica e sociale di questo paese. Una situazione che mal si concilia con le politiche fiscali ed economiche del governo nazionale, volontariamente incapaci a mettere in campo un azione di contrasto ad una situazione generale che desta sempre maggiore preoccupazione. Ho partecipato con convinzione assieme a migliaia di lavoratori stamane alla manifestazione indetta dal Sindacato, vi ho partecipato perché credo nella centralità della questione del lavoro, della lotta la precariato, dell’affermazione dei diritti nell’agenda politica di chiunque abbia responsabilità di governo centrali e territoriali. Non possiamo in alcun modo ritenere che certi tipi di battaglie, anche radicali, non abbiano una rilevante importanza nel nostro campo. Non possiamo lasciare sole aree di crisi, realtà drammaticamente abbandonate a se stesse dall’ignavia di chi governa.

Questa mattina aldilà della rilevanza simbolica che può assumere uno sciopero od una manifestazione immagino che si sia dato un segnale inequivocabile: dinanzi all’indifferenza con cui viene interpretata e gestita una delle più profonde crisi economiche e sociali in questo paese sia caduto, contrastiamo con assoluta forza l’unica risposta che viene ritenuta praticabile dalla destra, ossia il depauperamento dei diritti e delle tutele, un livellamento al ribasso dei salari e delle garanzie. Noi abbiamo un’altra idea di paese, di mezzogiorno, di Campania : intervenire a sostegno delle imprese e dei lavoratori, rilanciando sviluppo, producendo ricerca ed innovazione, come ha fatto la nostra regione in questi mesi in alcune delle vertenze più delicate che si sono affacciate in questo territorio. Da una parte sostenere,quindi, la riqualificazione e il rilancio industriale, dall’altro rendere intangibili l’occupazione e i salari. Questa è stata l’impegnativa azione di governo della Regione Campania anche e soprattutto in supplenza di interventi simili dei livelli centrali. Una Regione attenta al lavoro, come tema centrale dell’azione di governo è quella che noi immaginiamo. Non oso invece pensare una Regione guidata dagli stessi che a Roma stanno producendo, attraverso indifferenza ed atti contrari alla dignità dei lavoratori, un degrado socio – economico seriamente preoccupante. Per questo le prossime due settimane assumono un valore politico rilevante, fermare l’aggressività politica di questa destra e consentire che la Regione Campania prosegua in un azione di sostegno concreto alle aree di crisi ad ai suoi soggetti più deboli , ossia i lavoratori.

 

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Questa mattina aldilà della rilevanza simbolica che può assumere uno sciopero od una manifestazione immagino che si sia dato un segnale inequivocabile: dinanzi all’indifferenza con cui viene interpretata e gestita una delle più profonde crisi economiche e sociali in questo paese sia caduto, contrastiamo con assoluta forza l’unica risposta che viene ritenuta praticabile dalla destra, ossia il depauperamento dei diritti e delle tutele, un livellamento al ribasso dei salari e delle garanzie. Noi abbiamo un’altra idea di paese, di mezzogiorno, di Campania : intervenire a sostegno delle imprese e dei lavoratori, rilanciando sviluppo, producendo ricerca ed innovazione, come ha fatto la nostra regione in questi mesi in alcune delle vertenze più delicate che si sono affacciate in questo territorio. Da una parte sostenere,quindi, la riqualificazione e il rilancio industriale, dall’altro rendere intangibili l’occupazione e i salari. Questa è stata l’impegnativa azione di governo della Regione Campania anche e soprattutto in supplenza di interventi simili dei livelli centrali. Una Regione attenta al lavoro, come tema centrale dell’azione di governo è quella che noi immaginiamo. Non oso invece pensare una Regione guidata dagli stessi che a Roma stanno producendo, attraverso indifferenza ed atti contrari alla dignità dei lavoratori, un degrado socio – economico seriamente preoccupante. Per questo le prossime due settimane assumono un valore politico rilevante, fermare l’aggressività politica di questa destra e consentire che la Regione Campania prosegua in un azione di sostegno concreto alle aree di crisi ad ai suoi soggetti più deboli , ossia i lavoratori.

 

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