Lupi e Caldoro tentennano, e intanto le opportunità per il Porto di Napoli svaniscono

La situazione del Porto di Napoli è assurda e sembra che né il ministro Lupi, né il governatore Caldoro si rendano conto di quanti danni stia facendo l’incertezza sulla guida del primo polmone di economia regionale.

La scelta di prolungare ulteriormente il commissariamento dell’Autorità portuale non fa che peggiorare questo stallo: la questione non solo relativa a nomi e competenze, ma per sfruttare davvero le opportunità che si presentano c’è bisogno di autorevolezza e certezza nel governo del Porto, che un incarico a termine non può garantire.

La decisione del Ministro Lupi, a sei mesi dalla prima proroga per Luciano Dassatti, rende di fatto impossibile adottare qualsiasi strategia di medio e lungo termine per lo scalo partenopeo. Come già denunciato, l’attività dell’Autorità portuale è ferma da tempo a causa dell’incertezza sulla sua guida futura: non solo non si svolgono i comitati portuali (solo 4 sui 9 previsti dalla legge), ma non è stato neanche approvato il piano triennale delle opere.

Un immobilismo che mette a rischio gli interventi di cui il governatore Caldoro parla da tempo e che restano solo annunci, per ora: il Grande Progetto da completare entro il 2015, e che accumula solo ritardi, e la candidatura di Napoli per smantellare la Concordia. Due opportunità per rilanciare il primo porto del Mediterraneo, ma che in assenza di una guida certa e autorevole sono destinate a svanire, rendendo ancora più drammatica la crisi della nostra economia regionale.

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