Primarie PD Napoli, Bassolino unico candidato competitivo

Oggi ho rilasciato una nuova intervista sulle primarie PD a Napoli, e ho avuto modo di dire la mia sul Partito Democratico, sulle scelte, e soprattutto su Antonio Bassolino.

Ecco dunque il testo e l’articolo della mia intervista sul Roma.

«Ho già avuto modo di dire, nei mesi scorsi, ai nostri riferimenti nazionali come Antonio Bassolino fosse l’unica candidatura competitiva per riconquistare Palazzo San Giacomo, avendo svolto un lavoro importante nella disattenzione del gruppo dirigente del Pd napoletano. E l’unica figura che unisce competenza e capacità di parlare trasversalmente ai rappresentanti politici e ai mondi della società civile e delle professioni».

Antonio Marciano, questore alle Finanze del consiglio regionale ed esponente di “Rifare l’Italia”, area del Pd vicina a Matteo Orfini e Andrea Orlando, conferma il proprio endorsement per l’ex governatore.

Consigliere Marciano, ha spiegato a Valeria Valente, candidata alle primarie e coordinatrice in Campania della corrente della quale fa parte, le motivazioni della sua scelta? «L’avevo avvisata per tempo, invitando anche la componente nazionale a decidere il nostro posizionamento visto che non ho mai creduto, e i fatti degli ultimi giorni mi stanno dando ragione, ad una candidatura unitaria del partito alternativa e soprattutto più forte a quella di Bassolino. Tra l’altro, il nome della Valente, che è stato indicato da Roma, a mio avviso rischia smembrare ancora di più la situazione interna al partito».

Ma lei non crede che su Bassolino possano pesare alcune eredità del passato, in primis la questione rifiuti? «Io credo che Antonio stia vivendo con umiltà questa campagna per le primarie che, a mio avviso, può essere anche l Occasione per una ricostruzione autocritica delle sue esperienze al Comune di Napoli e alla Regione Campania per colmare anche il disinteresse del gruppo dirigente alla rilettura di quelle stagioni amministrative. Si è tentato di archiviare quel periodo senza provare ad interpretarlo. Per questo credo che, con la giusta tensione autocritica, Antonio possa addirittura recuperare ulteriori consensi in città».

Le primarie hanno diviso anche quello che era il gruppo storico dei bassoliniani: una delle figure più rappresentative, Andrea Cozzolino ha deciso di schierarsi con la Valente… «In questi anni ognuno di noi ha imparato a ragionare con la propria testa. Ci sono due letture. Quella, come la mia, che ritiene Bassolino l’unica personalità politica in grado di farci sperare nella vittoria a giugno. L’altra, invece, che è quella di chi, per evitare critiche, cerca un profilo giovane e alternativo alla storia bassoliniana. Il rischio per la Valente è di essere giudicata non come soggetto autenticamente alternativo alla storia di Bassolino perché in quella storia c’è stata e pienamente. Antonio ha interpretato con il suo “mi candido” lo spirito nuovo del Pd. Quello che sa di vecchio sono i meccanismi correntizi che conducono a decisioni calate dall’alto».

I sondaggi danno il Pd in crisi… «Circolano cifre abbastanza basse a Napoli che possono cambiare solo con una candidatura come quella di Antonio che può creare attrattività. D’altronde, se vogliamo tenere a parte i sondaggi e avviare una riflessione sullo stato del partito napoletano, basta fare il bilancio delle giornate di ascolto: sale vuote, incontri con poche centinaia di cittadini di fronte al milione di abitanti a Napoli. Cose che la dicono lunga sulle difficoltà che abbiamo…».

Lei crede che, chiunque sarà il vincitore delle primarie, ci sarà lealtà da parte di tutti nel sostenerlo? «Credo che gli errori del passato abbiano portato alle condizioni in cui siamo ma un De Magistris due nessuno lo vuole».

Roma

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